La separazione consensuale

La separazione consensuale

Lo Studio legale Cibin, che ha maturato esperienza pluriennale nella tutela dei diritti delle persone e dei minori, assiste regolarmente i clienti che intendono avviare pratiche di separazione consensuale con l'assistenza qualificata di un avvocato divorzista. Gli avvocati matrimonialisti dello studio possono offrire consulenza legale personalizzata, assistenza, mediazione e negoziazione diretta al componimento delle controversie tra coniugi e al raggiungimento della separazione consensuale.

 

Come funziona la separazione consensuale?
Quanto tempo ci vuole per la separazione consensuale?
Quanto costa fare la separazione consensuale?
Che documenti servono per separarsi?
Quali diritti si perdono con la separazione consensuale?
Quanto tempo si può essere separati senza divorziare?
E’ possibile annullare la separazione consensuale?
Quando ci si separa la casa a chi va?
Quando un coniuge non ha diritto al mantenimento?
Quanto deve dare un genitore per il mantenimento di un figlio?
Chi paga le spese per la separazione?
Qual è lo stato civile di un separato?
Quando finisce l'obbligo di fedeltà?
Cosa succede se uno dei due coniugi non vuole separarsi?
Chi è separato può convivere con un altro?

 

Come funziona la separazione consensuale?

La separazione consensuale consiste nell'autorizzazione a vivere separati nel reciproco rispetto e trova fondamento nell'accordo dei coniugi omologato dal Tribunale o sottoscritto in studio davanti all'avvocato a mezzo di negoziazione assistita. La separazione consensuale comporta numerosi vantaggi rispetto alla separazione giudiziale: è rapida e conveniente, comporta minori traumi per i coniugi e i loro figli e permette alle parti di predisporre un regolamento di interessi conforme alle loro esigenze, anche avente carattere patrimoniale.

La separazione consensuale si fonda sull'accordo dei coniugi su determinati aspetti fondamentali della loro divisione; essi sono, tra gli altri, l'assegnazione della casa coniugale, la quantificazione dell'assegno di mantenimento del coniuge (ove previsto) e dell'assegno di mantenimento dei figli, il collocamento e l'affidamento dei figli minorenni, la spartizione e divisione dei beni comuni tra i coniugi.

L'accordo di separazione non ha alcun effetto se non redatto secondo determinati crismi e senza l'omologazione o autorizzazione del Tribunale; il nostro studio può assistervi con professionalità e competenza in ogni fase del percorso necessario per raggiungere l'intesa su tutte le condizioni di separazione, anche attraverso sedute di mediazione, consulenza o negoziazione finalizzate ad una maggiore comprensione dei vostri diritti e al raggiungimento di una intesa soddisfaciente con l'altro coniuge.

 

Quanto tempo ci vuole per la separazione consensuale?

Una volta raggiunto l’accordo tra i coniugi, il quale può essere preesistente oppure richiedere da pochi giorni ad alcuni mesi di negoziazione, i tempi per ottenere la separazione consensuale in Tribunale (omologa di separazione) sono di circa 2 mesi dall’iscrizione a ruolo e deposito della domanda, con alcune variazioni a seconda del Tribunale (Milano richiede mediamente 45/60 giorni).

I tempi si riducono sensibilmente optando per la separazione in house, ossia la separazione attraverso negoziazione assistita: dalla sottoscrizione dell'accordo in studio la procedura si completa mediamente in 15-20 giorni complessivi, con l'invio dell'atto di separazione al Comune di celebrazione del matrimonio per la trascrizione definitiva.

 

Quanto costa fare la separazione consensuale?

I costi di una separazione consensuale dipendono essenzialmente dalla complessità della controversia, dalla presenza o meno di figli minori o non autosufficienti e dalle attribuzioni patrimoniali (es. trasferimento immobiliare tra coniugi) e si attestano, mediamente, in € 400,00 per coniuge, oltre agli oneri accessori (ossia una tariffa complessiva di € 956,80, spese e oneri fiscali inclusi).

 

Che documenti servono per separarsi?

La documentazione necessaria per istruire una pratica di separazione consensuale è la seguente (documentazione necessaria per separazione):

  1. estratto per riassunto dell’atto di matrimonio (esente da bolli ad uso separazione);
  2. certificato di residenza e stato di famiglia di entrambi i coniugi (esente da bolli ad uso separazione);
  3. dichiarazioni reddituali degli ultimi 3 anni di entrambi i coniugi.

 

Quali diritti si perdono con la separazione consensuale?

E’ una domanda ricorrente, la cui risposta di norma delude i più.

Diversamente dal divorzio, che recide definitivamente il legame giuridico che lega i coniugi (salvo la permanenza di un eventuale assegno divorzile), con la separazione consensuale non si perdono diritti, piuttosto cadono alcuni obblighi tipici del rapporto matrimoniale (e codificati nel codice civile), come l’obbligo di fedeltà e l’obbligo di convivenza sotto lo stesso tetto. Per il resto non cambia nulla, si è sposati quanto prima, semplicemente con l’autorizzazione a vivere separatamente.

 

Quanto tempo si può essere separati senza divorziare?

Non c’è una durata massima di tempo per restare separati; una coppia può infatti rimanere separata a vita, senza arrivare mai al divorzio. Il divorzio infatti non è né obbligatorio, né automatico e deve essere richiesto da uno o da entrambi i coniugi.

 

E’ possibile annullare la separazione consensuale?

Certamente si può tornare indietro dalla separazione consensuale e annullarne gli effetti; i coniugi infatti possono di comune accordo decidere di far cessare gli effetti della separazione, senza che sia necessario l'intervento del giudice.

La separazione, che sia formalizzata in Comune o in Tribunale, è intesa proprio come un periodo di riflessione e di ripensamento annullabile facilmente e senza troppe formalità attraverso una dichiarazione di riconciliazione da farsi in Comune davanti all’ufficiale di Stato civile.

 

Quando ci si separa la casa a chi va?

Ogni caso è a sè e non vi è alcuna preferenza di genere tra i genitori; vero è che di norma la casa coniugale viene assegnata in godimento esclusivo al genitore presso il quale vengono collocati in via prevalente i figli minori, ai sensi dell'art. 337-sexies c.p.c. E’ anche possibile che la casa familiare venga assegnata ai figli minorenni con la previsione dell’alternanza settimanale dei genitori.

 

Quando un coniuge non ha diritto al mantenimento?

Non ha diritto al mantenimento il coniuge titolare di redditi adeguati a sostenersi economicamente, ad esempio in quanto lavoratore o titolare di introiti sufficienti a garantirgli un sostentamente dignitoso, talora parametrato al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio (ricordiamo che i requisiti che regolano l’assegno divorzile sono diversi da quelli dell’assegno di separazione).

 

Quanto deve dare un genitore per il mantenimento di un figlio?

Se il mantenimento del coniuge è eventuale e non obbligatorio, il mantenimento dei figli minorenni o maggiorenni ma non autosufficienti è un obbligo (morale e) giuridico stabilito dalla legge; l’accordo di separazione dovrà pertanto garantire il sostentamento economico dei figli, mediante corresponsione da un genitore all’altro di un assegno di mantenimento parametrato sulle attuali esigenze del figlio, il tenore di vita goduto durante la convivenza con i genitori, i tempi di permanenza presso ciascun genitore e le capacità economiche dei genitori.

Nei casi di collocamento alternato e paritario dei figli con genitori a redditi simili, può essere previsto il mantenimento diretto dei figli con la sola ripartizione tra i genitori delle spese straordinarie.

 

Chi paga le spese per la separazione?

Le spese legali della separazione consensuale, salvo patto contrario tra i coniugi (ad es. con accollo da parte di uno dei due) o diritto al patrocinio a spese dello Stato, sono a carico di entrambi nella misura del 50% ciascuno.

 

Qual è lo stato civile di un separato?

Lo stato civile del coniuge separato rimane sempre “coniugato”, poiché la separazione non incide sullo status di coniuge, limitandosi ad autorizzare le parti a vivere separatamente. Solo il divorzio consente ai coniugi di tornare allo “stato libero da vincoli”.

 

Quando finisce l'obbligo di fedeltà?

L’obbligo di fedeltà, previsto soltanto nel matrimonio civile e non nelle unioni civili (e la cui violazione può essere causa di addebito della separazione nelle procedure contenziose), cessa con l’autorizzazione a vivere separati, ossia con la separazione consensuale.

 

Cosa succede se uno dei due coniugi non vuole separarsi?

La separazione, così come il divorzio, è un diritto garantito dalla legge, pertanto non occorre la concessione o il consenso del coniuge.

Tuttavia, affinché la separazione sia consensuale e non contenziosa, occorre l’accordo di entrambi i coniugi, che può essere raggiunto autonomamente oppure grazie alla mediazione degli avvocati.

In mancanza di consenso tra i coniugi non è ovviamente possibile presentare una domanda di separazione consensuale, dovendosi pertanto procedere per la via giudiziale; in tal caso la separazione verrà senz'altro concessa dal Tribunale, ma le condizioni della separazione saranno decise dal Giudice e non dalle parti.

 

Chi è separato può convivere con un altro?

Si, dopo la separazione e anche prima del divorzio è possibile iniziare una nuova convivenza con un'altra persona (convivenza more uxorio), senza conseguenze in termini di addebito o responsabilità.

 

Affidati all’esperienza pluriennale maturata dagli avvocati matrimonialisti del nostro studio in materia di separazione e divorzio. Forniamo assistenza legale su tutto il territorio nazionale.
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