Separarsi senza carte bollate - su Intimità settimanale con il commento dell'avv. Daniel Cibin

Sul numero 8 di Intimità Settimanale del 2 marzo 2022, a pag. 20 si è parlato di separazione consensuale e di scrittura privata senza la formalizzazione legale, con la consulenza legale dell'avv. Daniel Cibin,

Pubblichiamo di seguito il testo dell'articolo, rinvenibile sul settimanale Intimità, edito da DB Information S.p.A.

Ci si sposa per amore, in Chiesa o in Comune. Ci si può lasciare, ma a volte non si ha voglia di aggiungere al dolore un carico di carte bollate. La scelta di optare per una separazione solo di fatto può essere messa in atto quando non si hanno idee chiare o si ha paura di imboccare un percorso ritenuto (a torto) irreversibile. Così si sceglie, magari temporaneamente, di dividersi in modo informale; attenzione, però, perché è una soluzione in cui i rischi possono superare i vantaggi.
Scrittura privata: le coppie che decidono di separarsi solo di fatto, - spiega l'avvocato matrimonialista milanese Daniel Cibin (www.studiocibin.com),- talora scelgono di affidare i loro accordi a una scrittura privata, ossia un foglio redatto e firmato di loro pugno: il valore di questi impegni è però debole, specie in presenza di figli minori. Poniamo che venga stabilito il versamento di un assegno di mantenimento e, nel tempo, chi dovrebbe provvedere smetta di farlo: diventerà più difficile rivendicare le proprie ragioni nelle aule giudiziarie poiché la legge richiede che tali decisioni siano valutate e omologate da un tribunale. Altro punto delicato è quello riguardante uno degli obblighi del matrimonio cioè quello della convivenza, che può essere interrotto solo dalla separazione legale.
Chi se ne va di casa in modo, per così dire, informale dovrà assicurarsi di avere l'assenso del coniuge (meglio scritto!): infatti, pur se l'abbandono del tetto coniugale non è un reato, tuttavia, se arbitrario o non giustificato, integra la violazione di un obbligo matrimoniale, possibile motivo di addebito in caso di separazione contenziosa, con ripercussioni economiche non secondarie (come la perdita del diritto al mantenimento o dei diritti ereditari).
Dall'avvocato insieme: se proprio ancora non ci si sente in grado di ufficializzare la decisione, sarebbe quantomeno opportuno rivolgersi a un avvocato per sottoscrivere con lui tutti i patti che si intende prendere. L'esperienza da un legale scelto consensualmente aiuterà tra l'altro a trovare accordi equi per entrambe le parti, evitando i rischi e inghippi che magari chi non è del mestiere non riesce a individuare con chiarezza. Ricordiamo che il documento non va comunque a modificare lo status dei due partner, che di fronte alla legge restano sempre uniti in matrimonio. Considerato però che, magari, all'inizio, può anche capitare di lasciarsi in buoni rapporti ma poi le cose possono cambiare, il modo più sicuro di formalizzare i rispettivi i futuri rapporti, specie se ci sono figli, resta la separazione legale.

E' sempre un periodo di riflessione: la maggior parte delle coppie è convinta che, una volta formalizzata la separazione, non sarà più possibile tornare sui propri passi, - rileva l'avvocato Cibin. - mentre è vero il contrario. In realtà la separazione, che sia formalizzata in Comune o sancita da un giudice, è intesa proprio come un periodo di riflessione e di ripensamento prima di arrivare al divorzio, che potrà essere richiesto solamente una volta che siano trascorsi almeno sei mesi, se la separazione è stata consensuale, e un anno se giudiziale (sancita cioè da un giudice). Durante questo periodo la separazione legale può sempre essere annullata facilmente e senza troppe formalità: basterà recarsi insieme dinanzi all'ufficiale di stato civile e formalizzare una dichiarazione di riconciliazione, senza necessità di assistenza legale né di provvedimenti del tribunale. Il funzionario annoterà semplicemente sull'atto di matrimonio che la separazione è stata annullata per avvenuta riconciliazione. In caso di nuova crisi occorrerà formalizzare nuovamente un'altra separazione.

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