La rettificazione di attribuzione del sesso anagrafico

La legge 14 aprile 1982, n. 164 consente di domandare al Tribunale la rettificazione dell’attribuzione di sesso, ossia il cambio di sesso (genere sessuale) da maschile a femminile o da femminile a maschile nell’atto di nascita e, di conseguenza, in tutti i documenti anagrafici dell’interessato.

Presupposti:

Rispetto al passato, l’iter giurisdizionale è oggi maggiormente semplificato, grazie ai correttivi apportati alla normativa dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 15138/2015) e dalla Corte costituzionale (sentenza n. 221/2015).

In precedenza, prima di procedere con la domanda di cambio anagrafico del genere sessuale, occorreva necessariamente, previa autorizzazione del Tribunale, aver conseguito una modificazione chirurgica dei caratteri sessuali primari verso il genere sessuale corretto.

Oggi, in conformità con la giurisprudenza della CEDU, dell'art. 1 della l. n. 164 del 1982, nonché del successivo art. 3 della medesima legge, attualmente confluito nell'art. 31, comma 4, del d.lgs. n. 150 del 2011, per ottenere la rettificazione del sesso nei registri dello stato civile deve ritenersi non più obbligatorio l'intervento chirurgico demolitorio e/o modificativo dei caratteri sessuali anatomici primari. Sul punto le decisioni giurisprudenziali sono unanime.

L'acquisizione di una nuova identità di genere può essere così il frutto di un processo individuale che non richiede la necessità di interventi chirurgici ablativi o ricostruttivi, purché la serietà ed univocità del percorso scelto e la compiutezza dell'approdo finale sia oggetto, ove necessario, di accertamento tecnico in sede giudiziale (ad es. mediante produzione documentale di cartelle mediche, relazioni psicologiche o psichiatriche ecc.).

Ciò che conta pertanto è la presenza di una pregressa disforia di identità di genere, ossia di un malessere percepito da colui che non si riconosce nel proprio sesso fenotipico o nel genere assegnatogli alla nascita, e di un serio, univoco e tendenzialmente irreversibile percorso individuale di acquisizione di una nuova identità di genere sessuale, debitamente documentato.

L'esclusione del carattere necessario dell'intervento chirurgico ai fini della rettificazione sessuale anagrafica appare oggi il corollario di un'impostazione che, in coerenza con i supremi valori costituzionali, rimette alla singola persona la scelta delle modalità attraverso le quali realizzare, con l'assistenza del medico e di altri specialisti, il proprio percorso di transizione, il quale deve comunque riguardare gli aspetti psicologici, comportamentali e fisici che concorrono a comporre l'identità di genere.

Cambio del pre-nome

L’accoglimento da parte del Tribunale della domanda di cambio di sesso anagrafico, al fine di evitare una discrepanza inammissibile tra sesso e nome, comporta conseguentemente l'attribuzione di un nuovo nome, affinché esso corrisponda al sesso anagrafico.

Conseguenze sul matrimonio

La rettificazione del sesso anagrafico di una persona sposata determinava, in passato, l’automatico scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili (divorzio) del matrimonio celebrato con rito religioso, sino a che la Corte costituzionale è intervenuta dichiarando l’incostituzionalità della previsione.

Oggi, a seguito dell’entrata in vigore della normativa che istituisce le unioni civili tra persone dello stesso sesso (legge 20 maggio 2016, n. 76, c.d. Legge Cirinnà), alla rettificazione anagrafica di sesso, laddove i coniugi abbiano manifestato la volontà di non sciogliere il matrimonio o di non cessarne gli effetti civili, consegue l’automatica instaurazione di una unione civile tra essi.

Procedura giudiziale

La domanda di rettificazione dell’attribuzione del sesso e cambio del nome va presentata con atto di citazione, al Tribunale della residenza dell’interessato, con l’obbligatoria assistenza di un avvocato. La domanda deve essere notificata al coniuge e ai figli, ove presenti, e prevede l’obbligatoria partecipazione del Pubblico Ministero.

Lo Studio legale dell’avv. Daniel Cibin assiste, con competenza, sensibilità e riservatezza, coloro che intendono avviare l’iter giuridico per la rettificazione del sesso anagrafico, sia nella istruzione preventiva della pratica che nella rappresentanza avanti al Tribunale collegiale, sino alla trascrizione del cambiamento del genere sessuale nell’atto di nascita. Per qualsiasi informazione, approfondimento o preventivo per l’assistenza legale suesposta puoi scriverci o a telefonarci, utilizzando i riferimenti che trovi nella sezione info e contatti.