PMA eterologa: conta di più il progetto genitoriale o la verità biologica?

PMA eterologa: conta di più il progetto genitoriale o la verità biologica?

Dipende dal caso concreto, ma il progetto genitoriale ha un peso decisivo. Nelle vicende di PMA eterologa, il tema non può essere ridotto alla sola domanda su chi sia il genitore biologico. Occorre guardare anche al consenso prestato, al progetto familiare costruito prima della nascita e, soprattutto, all’interesse del minore.


Il punto è particolarmente delicato perché la procreazione medicalmente assistita eterologa separa, almeno in parte, il dato biologico dalla scelta consapevole di assumere un ruolo genitoriale. È proprio questa scelta, quando validamente formata, a incidere sulla stabilità dello status del figlio.

La Cassazione civile, sez. I, 26 giugno 2026, n. 21816, ha richiamato il principio secondo cui, nelle questioni legate alla genitorialità da PMA eterologa, non può essere valorizzata in modo automatico la mera verità biologica, quando ciò rischia di sacrificare il progetto genitoriale e la posizione del minore.

In termini pratici, chi partecipa consapevolmente a un percorso di PMA non può poi trattare quel percorso come se fosse irrilevante soltanto perché manca il legame genetico. La genitorialità, in questi casi, si costruisce anche attraverso il consenso, l’assunzione di responsabilità e la stabilità del rapporto con il figlio.

Questo non significa che la verità biologica sia priva di rilievo. Significa però che essa deve essere valutata insieme ad altri elementi: il consenso prestato, il contesto familiare, il tempo trascorso, la relazione instaurata e le conseguenze concrete che una modifica dello status potrebbe produrre sul minore.

Questa pronuncia conferma una linea sempre più attenta alla tutela effettiva del figlio. Nel diritto di famiglia contemporaneo, la domanda non è soltanto “chi è il genitore biologico?”, ma anche “chi ha assunto responsabilmente un ruolo genitoriale e quale soluzione protegge meglio la continuità affettiva del minore?”.

Dal punto di vista pratico, chi affronta una controversia di questo tipo dovrebbe evitare iniziative affrettate e ricostruire con precisione il percorso: consenso alla PMA, documentazione sanitaria, atti di stato civile, vita familiare successiva alla nascita e relazione concreta con il bambino.