Durante il matrimonio ho versato molte migliaia di euro per ristrutturare la casa di mio marito, intestata solo a lui. Ora che ci separiamo, posso chiedere il rimborso?
In linea generale no: le somme spese durante il matrimonio per la ristrutturazione della casa intestata all’altro coniuge sono di regola considerate contribuzione ai bisogni della famiglia, non un prestito. Questa logica discende dal dovere di contribuzione e dalla natura solidaristica del progetto familiare: ciò che si investe per la famiglia, salvo diverso accordo, non è pensato per essere restituito.
Il rimborso può essere preso in considerazione solo in casi particolari, ad esempio quando esista un accordo scritto che preveda la restituzione delle somme, oppure quando si riesca a provare un prestito vero e proprio (documentazione bancaria, scritture private, bonifici con causale chiara). In mancanza di tali elementi, la pretesa di rimborso viene normalmente rigettata perché le spese sono qualificate come familiari.
In sintesi: senza pattuizioni o prova rigorosa di un finanziamento personale, le spese di ristrutturazione sull’immobile dell’altro non si recuperano dopo la separazione.
Per verificare se nel tuo caso ci sono i presupposti per richiedere un rimborso (accordi, prove, tracciabilità dei pagamenti) è possibile fissare un appuntamento.
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