Il procedimento penale minorile


Il procedimento penale minorile, come funziona?

Cosa sono le indagini preliminari nel processo minorile?

Come si svolge l'udienza preliminare?

Quando si svolge il processo penale minorile?

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Il procedimento penale minorile

Il procedimento penale minorile, in sintesi, è una complessa ed articolata procedura regolata dal codice di procedura penale e, nello specifico, dal d.p.r. n. 448 del 22 settembre 1988; tale procedura, diretta a sanzionare il fatto criminoso e così attuare la prevenzione dalla commissione di reati da parte di minorenni, è composta da una prima fase, quella delle indagini preliminari, durante la quale il Pubblico ministero compie le indagini, accerta i fatti e raccoglie le prove della colpevolezza dell’indagato e una seconda fase, il processo penale minorile, ove i fatti criminosi vengono addebitati all’imputato e nella quale il minore potrà difendersi o accedere a misure di pena alternative.

Il procedimento penale minorile, proprio perché coinvolge normalmente adolescenti ancora nella fase della crescita, è modellato in maniera adeguata alla personalità e alle esigenze educative del minorenne, in ciò diversificandosi dal modello processuale riservato invece ai maggiorenni; esso prevede una regolamentazione processuale più snella e un sistema sanzionatorio differente, con lo scopo di evitare, fin quando possibile, il ricorso alle classiche sanzioni afflittive o a misure detentive più drastiche.

L’obiettivo principale del sistema di norme che regolano il procedimento penale minorile è infatti quello far comprendere al minorenne le conseguenze delle sue condotte, di portarlo a ravvedersi e di farlo uscire il prima possibile dal circuito giudiziario (che è già di per sé una pena), attraverso procedure di cosiddetta “degiurisdizionalizzazione”, come la messa alla prova, il perdono giudiziale o la sentenza di non luogo a procedere per particolare tenuità del fatto.

Il procedimento penale minorile si svolge presso un Tribunale specializzato, ossia il Tribunale per i Minorenni, e coinvolge esclusivamente soggetti i quali, al momento della commissione del fatto-reato, avevano compiuto gli anni quattordici ma non ancora i diciott’anni. Ciò che conta è l’età dell’imputato al compimento del fatto, perciò al tempo del processo l’imputato potrebbe anche essere divenuto maggiorenne.

Le indagini preliminari e il rinvio a giudizio

Il procedimento penale ha origine con questa fase, gestita dal Pubblico Ministero (PM) e dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni; la Procura riceve la notizia di reato, ad esempio a seguito di una denuncia o di flagranza di reato rilevata dalle forze di polizia, e inizia le indagini per verificare la fondatezza dei fatti e se essi siano da considerarsi reati.
In questa fase il minore è soltanto indagato, e non è ancora detto che le indagini portino ad un’accusa formale. Il Pubblico Ministero può sentire l’indagato, i testimoni, le persone informate sui fatti, può disporre perquisizioni e richiedere consulenze tecniche.
All’esito delle indagini il Pubblico Ministero si sarà fatto un’idea della situazione; il Pubblico Ministero quindi:

  1. potrà essersi convinto della colpevolezza dell’indagato, e quindi volerlo rinviare a processo (si andrà a udienza preliminare, salvo alcuni casi);
  2. potrà ritenere insussistenti gli elementi a carico dell’indagato, e quindi voler chiudere la questione in quella sede, chiedendo l’archiviazione;
  3. potrà anche chiedere, già in quella fase, una sentenza di non luogo a procedere, per irrilevanza del fatto (ad es. a fronte di comportamenti di tenue gravità o del tutto occasionali).

E' sempre opportuno, già in questa fase, collaborare con il Pubblico Ministero attraverso il proprio difensore di fiducia, scelto dal minore e dalla sua famiglia.

L’udienza preliminare nel procedimento minorile

Nel caso in cui il Pubblico Ministero si convinca della colpevolezza dell’indagato il GIP, su richiesta del PM e se concorde, fisserà l’udienza preliminare, notificando all’imputato il decreto di fissazione dell’udienza, che si terrà di fronte al GIP e a due Giudici onorari (un uomo e una donna, scelti tra i cultori di biologia, di psichiatria, di antropologia criminale, di pedagogia o di psicologia), con la presenza del PM.
Nel procedimento minorile, a differenza di quanto accade per i maggiorenni, l’udienza preliminare tende ad essere la fase dove si concentra nella maggior parte dei casi la definizione del procedimento; è in sostanza un pre-processo all’interno del quale, con il consenso dell’imputato, il Giudice, ascoltato il minore, già può prendere determinate decisioni, in particolare in ordine al non luogo a procedere, al perdono giudiziale o all’estinzione del reato a seguito di esito positivo della messa alla prova (MAP). Tali decisioni possono essere precedute da consulenze peritali sulla personalità dell’imputato o da perizie tossicologiche disposte dal Giudice.
In quei casi in cui il procedimento non viene definito in udienza preliminare, l’imputato potrà essere rinviato a dibattimento (il vero processo). Nella prassi soltanto un ridotto numero di casi finisce a dibattimento.

Il processo penale minorile

Come detto il processo, ossia il dibattimento, nel giudizio minorile rappresenta un evento abbastanza residuale e quasi eccezionale, riservato normalmente a situazioni di maggiore gravità per le quali il Pubblico Ministero ritenga di poter chiedere ed ottenere una pena detentiva. Il processo può celebrarsi a seguito di udienza preliminare, oppure nei casi di giudizio direttissimo e di giudizio immediato.
Il procedimento è simile a quello riservato ai maggiorenni, sebbene sia improntato verso una maggiore tutela del minore e della sua privacy. In sede di dibattimento il Pubblico Ministero e la difesa dell’imputato presenteranno al Giudice le prove in loro possesso e avanzeranno le istanze relative ai testimoni da sentire, ai periti e ai consulenti tecnici. Ampio spazio viene dedicato all’esame dell’imputato minorenne.
Il processo può concludersi con sentenza di condanna, oppure in altra maniera: è infatti sempre possibile il perdono giudiziale, la sospensione del processo per concessione della messa alla prova (MAP) e il non luogo a procedere per irrilevanza del fatto.

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